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DeLorean DMC-12: un salto fra passato e futuro

John DeLorean e la DMC-12<<Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo, con una DeLorean?!>>
<<Dovendo trasformare un'automobile in una macchina del tempo, perché non usare una bella automobile?
E inoltre, l'acciaio inossidabile del telaio ha permesso che il flusso...>>

Così risponde Doc Brown ad uno stupito Martin McFly, in una delle scene inizali di Ritorno al futuro, celebre pellicola del 1985 alla quale la DMC-12 deve parte della sua fama.
Ma per cominciare a raccontare questa storia torniamo un po' indietro, precisamente a dieci anni prima, nel 1975, anno in cui John DeLorean si getta nelll'impresa di fondare una casa automobilistica.

La storia

L'idea di un nuovo marchio nasceva dalla visione piuttosto critica di DeLorean riguardo la produzione automobilistica americana, che faticava a rinnovarsi rimanendo legata a concetti vecchi e spesso superati.
Il suo progetto, al contrario, mirava all'auto ideale: affidabile e sicura, comoda, divertente e performante, ma anche innovativa, originale, basata su una tecnologia allo stato dell'arte.
Nasceva dunque con questo preciso obbiettivo la DeLorean Motor Company.

John DeLoreanUna delle prime mosse fu la ricerca di un partner tecnico dotato delle competenze necessarie allo scopo sul piano ingegneristico: la scelta cadde sulla Lotus di Colin Chapman.
Inizialmente per il pianale si prevedeva l'utilizzo di un nuovo materiale plastico denominato ERM dalle caratteristiche meccaniche molto interessanti, per il quale la DeLorean aveva acquistato i diritti sul brevetto, ma per questioni di tempo si finì per scegliere la piattaforma a doppia Y della Lotus (sostanzialmente quella della Esprit, presa a riferimento anche per gli schemi delle sospensioni), sopra la quale venne montata una scocca in fibra di vetro.
Per il motore, dopo aver sperimentato varie soluzioni, fu decisa l'adozione del PRV-6, propulsore su architettura 6 cilindri a V di 90° nato da uno sforzo comune di Peugeot, Renault e Volvo sul finire degli anni 70.
Il design fu affidato a Giugiaro che, in linea con il progetto dell'auto, risultò in un originale coupé dallo stile avveniristico (curiosa una certa somiglianza con la Lancia Beta Montecarlo di Pininfarina), caratterizzato dalle portiere ad ali di gabbiano; la carrozzeria utilizzava pannelli in acciaio inossidabile satinato non verniciati.

La fabbrica DeLorean a BelfastSebbene la società avesse sede negli USA, per la produzione fu scelta l'Europa, e precisamente l'Irlanda del Nord.
I motivi erano legati principalmente ai finanziamenti ottenuti dal governo britannico, interessato a creare posti di lavoro in un'area estremamente complicata sul piano sociale.
La costruzione della fabbrica cominciò sul finire del 1978 per concludersi 16 mesi più tardi, e in breve tempo furono assunti più di duemila operai.
La commercializzazione della vettura sul mercato americano arrivò nel 1981, ad un prezzo di circa 25000 $.
La DMC-12 era disponibile con cambio manuale (un 5 marce di origine Renault) o automatico (3 rapporti), e offriva di serie condizionatore, radio, finestrini e retrovisori a regolazione elettrica, selleria in pelle.
I primi esemplari, venduti senza alcuna garanzia, presentavano vari difetti; problemi comunque risolti nei mesi successivi, quando venne compresa nel prezzo di acquisto una garanzia di 5 anni o 50000 miglia.
Il limite principale, evidenziato anche nei test delle riviste del settore, era però il motore poco performante (circa 130 CV) rispetto alle ambizioni sportive della DMC-12.

DeLorean DMC-12

DeLorean DMC-12 - interniNel 1981 furono vendute circa 6500 auto, un risultato discreto, considerato anche che per l'anno seguente era previsto un netto aumento della produzione in base alle ordinazioni ricevute.
Ma nel 1982 una serie di eventi pongono in crisi l'azienda.
In primis, la scarsa liquidità finanziaria a disposizione.
In secondo luogo, i problemi giudiziari dello stesso John DeLorean, che viene stato arrestato con l'accusa di essere coinvolto in un traffico di stupefacenti, accusa dalla quale uscirà assolto solo nel 1984.
John DeLoreanI problemi economici, insieme ad un certo ostruzionismo da parte del mondo dell'industria automobilistica, costrinsero la casa a fermare la produzione. Nel primo semestre del 1982 uscirono dalla fabbrica poco più di 1000 vetture, e la società, senza ulteriori finanziamenti, dovette dichiarare fallimento nell'estate dello stesso anno.
A dicembre infine Colin Chapman, patron della Lotus, fondamentale partner tecnico della DeLorean, muore in circostanze mai del tutto chiarite. Vicenda questa sulla quale ancora oggi aleggia un alone di mistero, tanto che c'è chi sostiene che la scomparsa del celebre ingegnere inglese sia stata una sorta di messa in scena.
Rimangono così sulla carta gli altri progetti della DeLorean Motor Company, fra i quali pare ci fossero una berlina e una sportiva a trazione integrale; si ferma invece allo stadio di prototipo l'autobus urbano DMC-80.

La produzione totale di DMC-12 (comprese un migliaio di vetture assemblate dopo la chiusura dell'azienda, per conto dello stato britannico) si quantifica in circa 9000 auto (sulla cifra esatta c'è discordanza). Fra queste, anche 3 esemplari con carrozzeria placcata oro a 24 carati (finiti in alcuni musei), parte di una serie speciale di 100 esemplari inizialmente previsti.

Il motore PRV-6 e il resto della meccanica

DeLorean DMC-12Al di là della complessa e sfortunata vicenda dell'azienda DeLorean, uno dei principali talloni d'achille della DMC-12 è considerato il motore 6 cilindri a V, dalla potenza troppo scarsa per l'impostazione sportiva della vettura.
In origine si prevedeva l'adozione di un motore rotativo Wankel, idea poi abbandonata per questioni di affidabilità, costi e tempi di sviluppo.

Il PRV-6 nasce da una collaborazione fra Peugeot, Renault e Volvo negli anni 70, e la versione montata sulla DeLorean presenta una cilindrata di 2849 cm3. Utilizza iniezione meccanica Bosch K-Jetronic, e sviluppa una potenza di poco più di 130 CV.
Le prestazioni della DMC-12 risultano dunque soltanto discrete, con un'accelerazione 0-100 km/h dichiarata di 8,8 secondi (quella rilevata nei test era in realtà intorno ai 10 secondi), e una velocità di punta di circa 210 km/h.
Non a caso, fra i progetti dell'azienda c'era quello di una versione turbo (o biturbo) dello stesso propulsore, progetto mai concluso in seguito al fallimento della stessa.

Il resto della meccanica, come già accennato, era sostanzialmente di derivazione Lotus: piattaforma a doppia Y, sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, motore e trazione posteriori.

La DMC-12 oggi

La DeLorean in "Ritorno al futuro"Sebbene la DeLorean sia fallita nel 1982 insieme ai sogni del suo creatore (scomparso nel 2005), la DMC-12 ha beneficiato di grande notorietà e gloria postuma grazie all'utilizzo nella famosa trilogia di Ritorno al futuro.

Oggi la vettura ha ottime quotazioni (intorno ai 30000 €), e vanta appassionati in tutto il mondo.
Tanto che una società texana chiamata DeLorean Motor Company (che non ha comunque collegamenti con l'azienda originale) vende con successo DMC-12 restaurate, con eventuali modifiche migliorative a scelta dell'acquirente.

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